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POSIZIONE GEOGRAFICA
Il centro abitato si
puo’ raggiungere da strade statali (n°16 Adriatica e n° 275 di S.
Maria di Leuca) o da strade provinciali varie interne.
STORIA
Sembra che
l'agglomerato originario sia stato fondato nel II sec. a. C. dai
superstiti dei casali vicini, anche se la tradizione fa derivare il
toponimo dalla gens latina Gaius (I sec. a. C.). Nel VI secolo (d.
C.) fu occupata dai Bizantini, che introdussero il rito religioso
orientale, pratica che si conservò fino al Seicento; nell'877
accolse gli abitanti di Vereto (l'odierna Patù) scampati alla furia
distruttiva dei Saraceni. Nel Duecento, in epoca angioina, divenne
feudo di Isolda de Nocera; successivamente di Guglielmo Brunella, e,
nel 1485, dei discendenti degli Scanderbeg (ai quali il feudo era
stato donato da Ferdinando d'Aragona). Nel 1547, dopo l'ennesima
invasione dei pirati saraceni - che deportarono numerosi cittadini
-, si munì di fortificazioni, di cui non esistono che pochi avanzi.
Ultima feudataria fu, nel Seicento, Laura Guarini, fino al 1806,
quando ebbe termine il feudalesimo, e Gagliano ottenne l'autonomia
comunale.(*La Gazzetta del Mezzogiorno).
Di rilevante
interesse sono la Chiesa Parrocchiale risalente al 1600, ma
rimaneggiata ed arricchita di stucchi alla fine dell’Ottocento, che
ospita una statua in legno di San Rocco, patrono della località, di
raffinata fattura; il convento di San Francesco da Paola del 1613,
con annessa una bella chiesa barocca, sorse per iniziativa della
famiglia Castriota Skanderberg nei pressi di un’antica chiesa
greca dedicata a S. Elia, unico resto del casale di Pulsano
distrutto nel corso delle numerose incursioni barbaresche ( ora è
presente l'
Istituto
di Riabilitazione dei Padri Trinitari;
interessante è anche la cripta di Santa Apollonia, scavata nella
roccia. Cittadino illustre ne fu il grande pittore
Vincenzo Ciardo,
artista e docente di notorietà europea.
LA
COSTA
Il paese di Gagliano
del Capo sorge a 147 m. s.l.m. e si adagia nell'avvallamento
delimitato dalle sue alture denominate "Monte Tumasi" e "Monticelli";
l'aria è salubre e nelle campagne dominano soprattutto la flora e la
fauna mediterranea. Nelle giornate chiare e limpide di tramontana è
possibile scorgere sull'orizzonte marino le coste albanesi e
dell'isola di Corfù. A poca distanza dall'abitato si incontra per
prima la Marina di Novaglie; l'etimologia del nome è forse da
ricollegare al fenomeno che si verificò intorno al sec. XI, quando
molte terre vennero disboscate e messe a "nuovo" per le varie
colture. Qui si nota il rudere di una antica torre costiera (sec.
XVI) e più oltre si aprono i rifugi naturali dell'uomo primitivo; si
tratta delle grotte Cipolliane che hanno dato alla luce un deposito
pleistocenico, del paleolotico superiore, ciotoli con graffiti
enigmatici e infiniti gusci di conchiglie. Proseguendo sulla
litoranea verso Leuca, si incontra Il
canale del Ciolo (in dialetto Ciola=Corvo) che si
collega con il centro attraverso un sentiero solitario e suggestivo.
Questa incantevole località è stata definita "angolo dell'inferno
dantesco" ed è sovrastata da un ponte poderoso.(*www.puglia.org).
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Regione |
Puglia |
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Provincia |
Lecce (LE) |
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Zona |
Italia Meridionale |
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Popolazione Residente
(dati Istat 2001) |
5.697
(M 2.780, F 2.917)
Densità per Kmq: 353,0 |
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CAP |
73034 |
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Prefisso Telefonico |
0833 |
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Codice Istat |
075028 |
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Codice Catastale |
D851 |
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Numero Famiglie |
1.902 |
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Numero Abitazioni |
2.925 |
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Denominazione Abitanti |
gaglianesi |
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Località e Frazioni: |
frazioni: Arigliano, San Dana; località:
Canale del Ciolo |
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Il Comune di Gagliano del Capo è: |
Località balneare segnalata con due vele
nella Guida Blu di Legambiente |
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Grotte Marine |
Grotta Grande del Ciolo e Grotta Piccola del
Ciolo |
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