Accessibilità:
Visibile anche dalla S.S. 611, è possibile avvicinarsi attraverso piccoli
sentieri esistenti attraverso il verde che lo circonda
Situato a 8
chilometri da Otranto è raggiungibile attraverso la strada litoranea che da
Otranto conduce a San Cataldo. Visibile anche dalla strada, ha accesso
libero.
Situato in un
ampio avvallamento a pochi chilometri da Otranto, è un piccolo bacino
d'acqua dolce così denominato dalla presenza di numerose polle sorgive che
si aprono sul fondale. Comunica con il lago "Alimini Grande" a mezzo di un
canale detto "Strittu" ma, al contrario di questo, le sue acque risultano
dolci, in quanto la presenza di uno sfioratoio permette alle acque di
riversarsi in Alimini Grande e non viceversa.
Queste differenti caratteristiche delle acque conferiscono anche un aspetto
particolare alla flora, che in Fontanelle è più tipica di un'ambiente
lacustre. L'area fa parte dell'Oasi di Protezione Faunistica "Alimini" ed è
un punto di riferimento per l'avifauna migratoria.
Tra le piante particolarmente importanti l'Erba vescica (urticularia
vulgaris), curiosa e rara pianta carnivora presente in Puglia solo in questa
località, oltre a specie interessanti come il Giglio giallo di palude, la
Brasca trasparente (Potamogeton lucens) e la Zannichelia Palustre.
Specchiulla
Accessibilità:
Si trova nelle vicinanze Laghi Alimini. Accesso libero, Accessibilità
Handicap: si
Situata a nord di Otranto nelle vicinanze dei Laghi Alimini, comprende un
grosso casale ed un omonimo bosco che si affaccia sul mare.
Fu tra le più
estese tenute dell'agro otrantino e segna ancora i confini a settentrione
per un lungo raggio dal mare all'interno. Pertanto seguiva in estensione
alla prima grande possessione della "Masseria Frassanito", ed era già
intestata negli atti catastali del 1813.
Nella sua area sono compresi anche il territorio denominato Pizzo di
Sant'Andrea, la Fontana di Sant'Andrea, quattro grotte alla cala di
Sant'Andrea.
Il fabbricato della masseria ha pianta quadrangolare ed articolato come un
"villaggio" nel quale una volta vivevano le famiglie dei braccianti dominate
dal proprietario che abitava gli ambienti ai piani superiori dell'edificio.
All'ingresso del lato nord, la prima porta immetteva nella cappella del
casale, piccolo vano con altare ancora esistente e abbandonato, dove l'abate
di Otranto celebrava nei giorni festivi, così come avveniva nell'annessa
cappella dei casali vicini quali Frassanito e S. Nicola.
Riserva di Frassanito
Accessibilità:
Libero Adiacente la spiaggia dalla quale è separata da dune, è possibile
visitarla attraverso piccoli sentieri. E' situata sulla strada litoranea che
da Otranto conduce a San Cataldo a pochi chilometri dopo i Laghi Alimini,
facilmente raggiungibile e visitabile. Situata a pochi chilometri a Nord dei
Laghi Alimini, si estende per circa trenta ettari.
Caratteristiche le dune altissime che fanno da cornice ad una lunga
spiaggia. Sono ricoperte da folti Ginepri e dalla caratteristica
Violacciocca di mare, inoltre è ancora abbondante il Giglio delle dune. La
macchia retrodunale presenta Lecci in forma arborea, Osiride bianco,
Fillirea, Clemantide, Erica arborea e pugliese.
Alcuni tratti sono stati rimboschiti a Pino d'Aleppo mentre alcune aree
umide, molto limitate, presentano ancora una flora tipica di questi
ambienti.

La costa da
Otranto a Leuca
Gli ottanta chilometri di costa fra Otranto e Santa Maria di Leuca sono Area
naturale protetta (individuata il 1997), per la presenza di emergenze
naturali eccezionali.
Questo tratto di costa è stato definito dall'autorevole Touring Club
Italiano come "uno degli ultimi paradisi dell'Italia peninsulare". Le alte
falesie, l'incontaminato mare, le grotte terrestri e marine, e la
particolare vegetazione affine a quella balcanica, sono beni della Rete
ecologica europea e leve per lo sviluppo sostenibile.
Sulla loro salvaguardia si fondano le opportunità di crescita economica del
Paese e la qualità della vita da consegnare alle nuove generazioni.
Le Cesine
Accessibilità: Da
Lecce imboccando la strada per la marina di San Cataldo (S.S. n. 543);
all'11 km. si svolta a destra sulla litoranea (S.S. n. 611) seguendo le
indicazioni per Otranto. Dopo qualche km. sulla sinistra è la deviazione che
porta alla marina di San Cataldo. Percorrendo la litoranea, oltrepassato
l'incrocio con la strada che porta ad Acaya trovo sulla sinistra la Masseria
Le Cesine. Periodo di apertura: 15 Settembre - 30 Aprile
Le Cesine sono una "zona umida" dichiarata tale con D. M. del 9 maggio 1977;
appartengono al territorio comunale di Vernole.
Dal 1977 è quindi Riserva naturale statale; è riconosciuta come zona umida
d'importanza internazionale (Convenzione di Ramsar), ed è Oasi del Wwf dal
1979. Ricca di paludi e vicina al mare, è meta importante per gli uccelli
migratori che risalgono o scendono la costa adriatica secondo le stagioni.
La vegetazione è caratterizzata da una folta macchia mediterranea con specie
rare come la quercia spinosa, l'ipomea sagittata e numerose orchidee. Si
estendono per sei chilometri lungo la costa.
Si entra dalla litoranea per Otranto, venendo dalla marina di San Cataldo.
Hanno forma oblunga e sono divise in due dalla strada litoranea; i limiti
sono: a est l'Adriatico, ad ovest i canali Cocuzza e Campolitrano che si
estendono fino a Torre Specchia Ruggeri.
L'oasi protetta è quella confinante con la costa; ha un'area di 348 ettari
e, lungo la riva è dotata di dighe suffolte che, essendo semisommerse,
proteggono dall'erosione marina. Entrambe le zone, però, sono soggette a
vincoli protezionistici per un'area di 510 ettari. La Convenzione sulle zone
umide - Ramsar (Iran) 1971. La Convenzione, firmata a Ramsar in Iran nel
1971, è entrata in vigore nel 1975.
Al 1° gennaio 1998 era stata sottoscritta da 106 Paesi, ed altri ancora si
apprestano ad aderirvi. Ramsar è il solo trattato sull'ambiente di rilevanza
mondiale, dedicato alla difesa di un particolare ecosistema. La Convezione ha
come missione quella di favorire la conservazione e l'utilizzo razionale
delle zone umide, grazie a misure nazionali ed alla collaborazione
internazionale, in modo da realizzare uno sviluppo sostenibile in tutto il
mondo. La Segreteria si trova a Gland (Svizzera) e coordina le attività
quotidiane legate alla gestione della Convenzione. Le missioni (a Ginevra) e
le ambasciate (a Berna) sono i canali diplomatici utilizzati dalla
Segreteria; inoltre ogni Paese designa una autorità amministrativa
incaricata dell'osservanza della Convenzione.
Palude del Capitano - Nardò
Istituita come Area Naturale Protetta nel 1997, è una zona costiera estesa
circa 40 ettari, di pozzi carsici alimentati da falde freatiche affioranti
con presenza del raro Spinaporci (Sarcopterium spinosum), una rosacea
orientale ritenuta estinta e qui ritrovata. Proliferano tamerici dai fiori
profumati, vimini e arbusti.
Boschetto
di Tricase
Area naturale protetta, individuata il 1997. E' stazione relitta di quercia
vallonea, che risalirebbe al XII secolo, quando , secondo la leggenda, i
monaci basiliani in fuga dalle persecuzioni ottomane, portarono una ghianda,
la valania, dall'Asia Minore.
Consacrata a Giove, deriva il nome da Vallonia, città della Dalmazia.
Diffusa nel solo territorio di Tricase era legata alla concia delle pelli,
detta "pelacane", introdotta dagli arabi prima del Mille e sopravvissuta
fino all'Ottocento. Sopravvive un esemplare del '400 (?) col tronco dal
diametro di 1,5 metri e la chioma di almeno 500 mq. di larghezza, è chiamata
"la quercia dei 100 cavalieri".
Isola di
Sant'Andrea
E'
area naturale protetta appartenente al territorio comunale di Gallipoli. Il
tratto costiero è ben conservato; le emergenze principali sono rappresentate
da dune, zone umide, e gariga (steppa bassa di arbusti sempreverdi ed erbe
tipiche delle zone calcaree mediterranee). L'isola di Sant'Andrea (il nome
deriva dall'esistenza di una piccola cappella dedicata al Santo) ha
un'estensione di circa cinque ettari e dista meno di un miglio dalla città
vecchia di Gallipoli; l'interesse naturalistico è dovuto alla presenza della
flora mediterranea e all'unica colonia di gabbiano corso dello Ionio (laurus
audonii).
Palude e bosco di Rauccio - Sorgenti Idume
Accessibilità: Per
raggiungere il bosco di Rauccio occorre prendere la strada di Lecce Via
Adriatica per Torre Chianca.
Giunti all'incrocio con la litoranea si svolta a sinistra dirigendosi verso
Spiaggia Bella. Prima di giungere a questa località, si prende sulla
sinistra una strada battuta costeggiata da due filari di eucalipti.Prendendo
questa strada si giunge al bosco ed all'adiacente palude. Orario feriale: Le
visite vanno prenotate alla segreteria del WWF Lecce al numero 0832/359582;
339/2742742 Telefono: Comune di Lecce - Ufficio Ambiente - 0832/231717
Il sito di Rauccio
ricade all'interno del Sito di Importanza Comunitaria (SIC) "Rauccio" come
perimetrato nell'ambito del progetto "Bioitaly - Natura 2000".
E' un'area naturale protetta (dal 1997) formata da un bosco di leccio
circondato da acquitrini, stagni retrodunali e risorgive carsiche. E'
ubicata nel territorio comunale di Lecce. In questa area sono presenti
habitat naturali di interesse comunitario e prioritari la cui conservazione,
disciplinata dalla direttiva 92/43 CEE, richiede la designazione di aree
speciali di conservazione. Per tali aree è stato emanato il D.P.R.
08.09.1997 n.357 "Regolamento recante l'attuazione della direttiva 92/43 CEE
relativa alla conservazione degli habitat naturali, della flora e della
fauna selvatiche". Inoltre la Regione Puglia con L.R. n.19/97 ha individuato
l'area "Paludi e Bosco di Rauccio - Sorgenti dell'Idume" come area avente
preminente interesse naturalistico per la quale si propone come obiettivo di
tutela l'istituzione di una "Riserva Naturale Orientata Regionale". La flora
del sito si mostra particolarmente ricca per la presenza di diversi habitat
e annovera numerosi elementi di grande significato fitogeografico e di
elevato interesse della conservazione naturalistica. Fra le piante ritenute
a rischio di estinzione in Italia spiccano la periploca maggiore, l'orchidea
palustre, la campanella palustre, la cerere a una resta, la serapide
pugliese, l'ofride di Creta, il lino marittimo e la peverina di Mantico. Il
sito è frequentato da una ricca fauna: il riccio, la volpe, la donnola, la
faina, il tasso, la biscia, il biacco, la raganella. Fra gli uccelli di
passo si annovera la cinciallegra, l'occhiocotto, l'usignolo di fiume. Non
mancano fra i rapaci il falco di palude, il gufo comune, la civetta, per
nominarne solo alcuni.
San
Cataldo
Riserva naturale biogenetica statale istituita nel 1977 appartenente al
territorio comunale di Lecce sulla costa adriatica. E' formata da una pineta
di pino d'Aleppo.
Porto Cesareo
La costa Lunga 17 km è Area Naturale Marina. L'arcipelago di isolotti è
abitato da specie rarissime.
Porto Selvaggio
La linea costiera che unisce Porto Cesareo a Gallipoli alterna strisce di
sabbia ad una scogliera piatta e bassa ma si alza con la prepotenza
improvvisa dei bastioni rocciosi di porto Selvaggio. Se sulle coste sabbiose
il mare appare in una diversa tonalità di azzurro per ogni livello di
profondità, qui a Porto Selvaggio le fasce di colore scompaiono in un blu
notte omogeneo. Le pareti strapiombanti in alcuni punti vi precipitano anche
dall'altezza di 40 metri e spariscono sotto le onde per continuare la loro
corsa di roccia. Così nel 1980, con la legge regionale n. 21, nella zona
compresa fra la Torre dell'Alto e quella di Uluzzo, è stato istituito il
parco naturale attrezzato di Porto Selvaggio evitando l'imminente
cementificazione prospettata dai numerosi progetti di lottizzazione già
presentati. La zona sottoposta a tutela ricopre una superficie di 424 ettari
e ospita ambienti costieri tipici dell'area mediterranea. In
cima alla scogliera la terra rossa del Salento ospita cespugli fitti di
macchia mediterranea, lentisco, cisto marino, fillirea, rosmarino, timo,
tutte specie che si sono adattate all'ambiente marino costiero e riescono a
sopportare l'alto tasso di salinità, la forte insolazione nei mesi estivi e
i capricci degli elementi in quelli invernali. Dagli anni '50 poi si è
aggiunta, per effetto del rimboschimento operato dal corpo forestale dello
Stato, una cospicua colonia di pini d'Aleppo, pianta pioniera che
attecchisce perfettamente su questi terreni aridi e rocciosi. L'effetto
sortito è di quelli che tolgono il fiato, la pineta infatti scende fino al
mare e regala un'ombra profumata di resina ai frequentatori di questi
luoghi, rimedio infallibile contro la calura che infuoca i pomeriggi
dell'Africa salentina. Ma le meraviglie di Porto Selvaggio non si limitano
agli ambienti naturali, anche l'uomo ha contribuito con le sue attività al
fascino di questi luoghi frequentati sin da tempi lontanissimi. Nella baia
di Uluzzo e precisamente nella grotta del cavallo, sono stati rinvenuti
manufatti del paleolitico, resti di grandi mammiferi (anche rinoceronti),
oggetti recanti graffiti decorativi a soggetto naturalistico o geometrico,
tutti reperti che hanno portato la zona all'attenzione degli archeologi che
ne hanno riconosciuto la rilevanza internazionale. Ma altri interventi umani
caratterizzano in maniera ancora più evidente il paesaggio: le due torri che
delimitano il territorio del parco riportano a tempi in cui queste terre
erano depredate dai pirati.
Isola dei Conigli
A 500 metri dalla costa, è di notevole interesse biologico.
Isola dello
Scoglio
E' collegata alla terraferma da un lungo ponte in cemento.
Giardino botanico "Cutura"
Accessibilità:
Il giardino si raggiunge dalla strada provinciale Giuggianello-Palmariggi.
Periodo di apertura: GIARDINO BOTANICO: APERTO tutto l' anno. Telefono:
0836.354164, info@lacutura.it,
COSTI : Ingresso + Visita Guidata al Giardino Botanico
€ 5.00
Il giardino botanico "Cutura" è situato sulla provinciale
Giuggianello-Palmariggi. Attualmente è gestito da La Cutura srl, i cui soci,
figli del fondatore Salvatore Cezzi, hanno affiancato al giardino botanico
un attività di ristorazione ed un centro culturale. Il giardino botanico è
situato fuori dal centro di Giuggianello, sulla strada provinciale
Giuggianello-Palmariggi. Attualmente è di proprietà di Don Salvatore Cezzi.
All'interno del giardino si possono osservare piante grasse di varia specie;
alcune sono addirittura di origine africana.
Lido di Torre Pizzo
Accessibilità:
Si può raggiungere dalla strada Gallipoli- Santa Maria di Leuca, Periodo di
apertura: Estate, Telefono: 0833/589803
L'area di Torre
del Pizzo è caratterizzata dagli splendidi scenari del mare e della costa.
Punta Pizzo chiude il seno meridionale di Gallipoli.
La riserva
naturale di Torre del Pizzo ( o di Cutrieri) si trova a sud di Gallipoli.
Essa comprende un area di circa 100 ettari caratterizzata da vegetazione
spontanea. Il Lido di proprietà privata è fornito di uno stabilimento
balneare che offre sevizio bar, ristoro e paninoteca. Splendido paesaggio
sul mare.
Parco naturale della Serra di Supersano
Accessibilità:
Supersano, Il Parco si trova sulla sinistra uscendo da Supersano per recarsi
a Casarano
La bellezza del
sito intatto posto in alto sulla pianura ha imposto il vincolo sull'area nel
1996, ma oltre a ciò non è stata organizzata alcuna attività ricettiva per
la visita del parco.
Il Parco naturale
della Serra di Supersano è stato recentemente costituito, essendo stata la
zona dichiarata di notevole interesse pubblico soggetta a vincolo
paesaggistico nel 1996. Si estende per decine di ettari sul territorio
comunale ma confina con i comuni limitrofi. E' ricoperto da una pineta e da
macchia mediterranea. Si gode della vista della pianura sottostante. Oltre
al riconoscimento del vincolo però ancora non è stata organizzata alcuna
attività ricettiva né percorsi, visite guidate.
Laghetto
Cellini
Accessibilità:
Melissano. Al laghetto si accede, percorrendo la strada provinciale che da
Taviano conduce a Casarano; esattamente a trecento metri dal Mercato
Ortofrutticolo di Taviano, una stradina sterrata sulla destra conduce al
laghetto.
Piccolissimo laghetto, alimentato da falde di acque superficiali,
circoscritto da folti canneti, della superficie di circa metri quadrati
3.000.
Il laghetto
Cellini, é di piccolissime dimensioni, circa tremila metri quadrati; con una
profondità massima di tre metri, alimentato da una falda di acqua
superficiale.
Sulle rive del lago, sono presenti a coronamento, dei canneti; con la
presenza, oltre alle immancabili rane, anche dei pesci.
In diversi periodi dell'anno, sulle sponde fanno la loro comparsa, diverse
specie di uccelli, che stazionano temporaneamente durante le loro
migrazioni.
Montagna
spaccata
Accessibilità:
Sannicola, Strada Statale N.101 Salentina di Gallipoli, uscita Santa Maria
al Bagno. Litoranea Santa Maria al Bagno- Lido Conchiglie
Promontorio
roccioso a picco sul mare tagliato in due dalla litoranea che collega Santa
Maria al Bagno e Lido Conchiglie con annessa una delle più belle aree
boschive della zona.
Bellissimo
promontorio roccioso detto "montagna spaccata" proprio perchè tagliato in
due dalla litoranea. Vi si trova una delle più interessanti aree boschive
della zona, opera di rimboschimenti risalenti alla metà del secolo di Pino
d'Aleppo, Acacia ed Eucalipto. La zona rocciosa costiera ospita elementi di
macchia (Mirto, Lentisco), specie rupicole (Scrofularia lucida) e specie
tipiche della flora locale (Campanula versicolor, Alyssum leucadeum).
Seguendo un sentiero che parte dalla litoranea a poche decine di metri dalla
montagna spaccata, si giunge nei pressi della Torre dell'Alto Lido (71 metri
sul livello del mare). Sono stati rinvenuti manufatti in selce, ceramiche e
ossidiane che indicano la frequentazione della zona fin dal Neolitico.
La Pro-loco di Lido Conchiglie organizza escursioni e visite guidate nella
zona.
Parco dei Fossili
Località Lustrelle S.S. n°497, Aradeo-Cutrofiano-Maglie, Km.11;
Telefono: 0836/542880; Telefono: 0836/542880
Il parco occupa l'ex cava di argilla 'Lustrelle' , che si estende per circa
11 ettari, di proprietà della Colacem. Ad esso è connesso il Museo dei
Fossili, sito nella casina Lustrelle, di recente istituzione.
Il
Parco occupa l'ex cava di argilla, che si estende per circa 11 ettari. Di
proprietà della Colacem, è oggetto di interesse e studio da parte dei
geologi, in quanto ricca di fossili in posizione in vivo (ossia reperti che
conservano la posizione originaria). L'area è stata recuperata, allo scopo
di ripristinare la vegetazione spontanea e conservazione la parete di
argilla ricca di fossili, risalenti ad un milione di anni fa. Alla cava si
affianca il Museo dei Fossili, sito nella casina Lustrelle, all'uopo
ristrutturata, istituito il 7 agosto 1999, unitamente al Parco.