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natura

Aree protette (parchi & riserve) nella prov. di Lecce


Laghi Alimini
Laghi Alimini di Otranto
Costituiscono Area Naturale Protetta (individuata nel 1997) per un'estensione di 1005 ettari.
Comprendono un sistema costiero di bacini umidi, pinete (con la rara quercia spinosa), gariga (steppa bassa di arbusti sempreverdi ed erbe tipiche delle zone calcaree mediterranee, come l'erica pugliese) e macchia mediterranea (con la rara camomilla d'Otranto - Anthemis hydruntina -).
Sono due laghi costieri comunicanti: l'uno, Fontanelle (o Alimini Piccolo), è originato da risorgive carsiche; l'altro, Alimini Grande, deriva dall'intrusione delle acque marine.

Alimini Grande

Accessibilità: Visibile anche dalla S.S. 611, è possibile avvicinarsi attraverso sentieri esistenti nel verde che circonda il lago.
Accesso libero. Accessibilità Handicap: no. Situato a otto chilometri da Otranto è raggiungibile attraverso la strada litoranea che da Otranto conduce a San Cataldo. Visibile anche dalla Strada.

Detto anche "Alimini Grande", per differenziarlo dall'adiacente "Alimini Piccolo" o "Fontanelle", è, come questo, orientato parallelamente alla costa e distante 8 Km da Otranto, sulla litoranea che da Otranto porta a San Cataldo di Lecce, non lontano dal tracciato dell'antica via Salentina, prosecuzione della via Traiana. L'Alimini Grande, lungo m. 2700 e largo da 400 a 800 m., ha sponde rocciose, tranne che in un lato prossimo alla strada litoranea. Qui, impaludandosi, dà origine alla palude di Traugnano, dove cresce la "Periploca greca", specie lianosa che vive aggrovigliata ai giunchi.
Il lago, al contrario del lago Fontanelle, con il quale comunica a mezzo di un canale lungo m. 1400, detto "Strittu"; possiede acque salmastre, comunica con il mare Adriatico a mezzo di stretto canale e di conseguenza subisce le oscillazioni delle maree. L' area oggi fa parte dell'Oasi di Protezione Faunistica "Alimini", punto di riferimento dell'avifauna migratoria. In questa zona si conservano parti residue dell'originale macchia mediterranea, mista ad impianti di pino d'aleppo. Si tratta di preziosi lembi di macchia a "quecia spinosa", specie rarissima e, nella Penisola, esclusiva della Puglia centro-meridionale. Di elevato interesse anche le gariche ad "Erica Pugliese" e la "Camomilla d'Otranto" (Anthemio hydruntina)

Lago Fontanelle o Alimini Piccolo

Accessibilità: Visibile anche dalla S.S. 611, è possibile avvicinarsi attraverso piccoli sentieri esistenti attraverso il verde che lo circonda

Situato a 8 chilometri da Otranto è raggiungibile attraverso la strada litoranea che da Otranto conduce a San Cataldo. Visibile anche dalla strada, ha accesso libero.

Situato in un ampio avvallamento a pochi chilometri da Otranto, è un piccolo bacino d'acqua dolce così denominato dalla presenza di numerose polle sorgive che si aprono sul fondale. Comunica con il lago "Alimini Grande" a mezzo di un canale detto "Strittu" ma, al contrario di questo, le sue acque risultano dolci, in quanto la presenza di uno sfioratoio permette alle acque di riversarsi in Alimini Grande e non viceversa.
Queste differenti caratteristiche delle acque conferiscono anche un aspetto particolare alla flora, che in Fontanelle è più tipica di un'ambiente lacustre. L'area fa parte dell'Oasi di Protezione Faunistica "Alimini" ed è un punto di riferimento per l'avifauna migratoria.
Tra le piante particolarmente importanti l'Erba vescica (urticularia vulgaris), curiosa e rara pianta carnivora presente in Puglia solo in questa località, oltre a specie interessanti come il Giglio giallo di palude, la Brasca trasparente (Potamogeton lucens) e la Zannichelia Palustre.

Specchiulla

Accessibilità: Si trova nelle vicinanze Laghi Alimini. Accesso libero, Accessibilità Handicap: si
Situata a nord di Otranto nelle vicinanze dei Laghi Alimini, comprende un grosso casale ed un omonimo bosco che si affaccia sul mare.

Fu tra le più estese tenute dell'agro otrantino e segna ancora i confini a settentrione per un lungo raggio dal mare all'interno. Pertanto seguiva in estensione alla prima grande possessione della "Masseria Frassanito", ed era già intestata negli atti catastali del 1813.
Nella sua area sono compresi anche il territorio denominato Pizzo di Sant'Andrea, la Fontana di Sant'Andrea, quattro grotte alla cala di Sant'Andrea.
Il fabbricato della masseria ha pianta quadrangolare ed articolato come un "villaggio" nel quale una volta vivevano le famiglie dei braccianti dominate dal proprietario che abitava gli ambienti ai piani superiori dell'edificio.
All'ingresso del lato nord, la prima porta immetteva nella cappella del casale, piccolo vano con altare ancora esistente e abbandonato, dove l'abate di Otranto celebrava nei giorni festivi, così come avveniva nell'annessa cappella dei casali vicini quali Frassanito e S. Nicola.

Riserva di Frassanito

Accessibilità: Libero Adiacente la spiaggia dalla quale è separata da dune, è possibile visitarla attraverso piccoli sentieri. E' situata sulla strada litoranea che da Otranto conduce a San Cataldo a pochi chilometri dopo i Laghi Alimini, facilmente raggiungibile e visitabile. Situata a pochi chilometri a Nord dei Laghi Alimini, si estende per circa trenta ettari.
Caratteristiche le dune altissime che fanno da cornice ad una lunga spiaggia. Sono ricoperte da folti Ginepri e dalla caratteristica Violacciocca di mare, inoltre è ancora abbondante il Giglio delle dune. La macchia retrodunale presenta Lecci in forma arborea, Osiride bianco, Fillirea, Clemantide, Erica arborea e pugliese.
Alcuni tratti sono stati rimboschiti a Pino d'Aleppo mentre alcune aree umide, molto limitate, presentano ancora una flora tipica di questi ambienti.

OFANTO

La costa da Otranto a Leuca
Gli ottanta chilometri di costa fra Otranto e Santa Maria di Leuca sono Area naturale protetta (individuata il 1997), per la presenza di emergenze naturali eccezionali.
Questo tratto di costa è stato definito dall'autorevole Touring Club Italiano come "uno degli ultimi paradisi dell'Italia peninsulare". Le alte falesie, l'incontaminato mare, le grotte terrestri e marine, e la particolare vegetazione affine a quella balcanica, sono beni della Rete ecologica europea e leve per lo sviluppo sostenibile.
Sulla loro salvaguardia si fondano le opportunità di crescita economica del Paese e la qualità della vita da consegnare alle nuove generazioni.
Le Cesine

Accessibilità: Da Lecce imboccando la strada per la marina di San Cataldo (S.S. n. 543); all'11 km. si svolta a destra sulla litoranea (S.S. n. 611) seguendo le indicazioni per Otranto. Dopo qualche km. sulla sinistra è la deviazione che porta alla marina di San Cataldo. Percorrendo la litoranea, oltrepassato l'incrocio con la strada che porta ad Acaya trovo sulla sinistra la Masseria Le Cesine. Periodo di apertura: 15 Settembre - 30 Aprile
Le Cesine sono una "zona umida" dichiarata tale con D. M. del 9 maggio 1977; appartengono al territorio comunale di Vernole. Dal 1977 è quindi Riserva naturale statale; è riconosciuta come zona umida d'importanza internazionale (Convenzione di Ramsar), ed è Oasi del Wwf dal 1979. Ricca di paludi e vicina al mare, è meta importante per gli uccelli migratori che risalgono o scendono la costa adriatica secondo le stagioni. La vegetazione è caratterizzata da una folta macchia mediterranea con specie rare come la quercia spinosa, l'ipomea sagittata e numerose orchidee. Si estendono per sei chilometri lungo la costa. Si entra dalla litoranea per Otranto, venendo dalla marina di San Cataldo. Hanno forma oblunga e sono divise in due dalla strada litoranea; i limiti sono: a est l'Adriatico, ad ovest i canali Cocuzza e Campolitrano che si estendono fino a Torre Specchia Ruggeri. L'oasi protetta è quella confinante con la costa; ha un'area di 348 ettari e, lungo la riva è dotata di dighe suffolte che, essendo semisommerse, proteggono dall'erosione marina. Entrambe le zone, però, sono soggette a vincoli protezionistici per un'area di 510 ettari. La Convenzione sulle zone umide - Ramsar (Iran) 1971. La Convenzione, firmata a Ramsar in Iran nel 1971, è entrata in vigore nel 1975. Al 1° gennaio 1998 era stata sottoscritta da 106 Paesi, ed altri ancora si apprestano ad aderirvi. Ramsar è il solo trattato sull'ambiente di rilevanza mondiale, dedicato alla difesa di un particolare ecosistema. La Convezione ha come missione quella di favorire la conservazione e l'utilizzo razionale delle zone umide, grazie a misure nazionali ed alla collaborazione internazionale, in modo da realizzare uno sviluppo sostenibile in tutto il mondo. La Segreteria si trova a Gland (Svizzera) e coordina le attività quotidiane legate alla gestione della Convenzione. Le missioni (a Ginevra) e le ambasciate (a Berna) sono i canali diplomatici utilizzati dalla Segreteria; inoltre ogni Paese designa una autorità amministrativa incaricata dell'osservanza della Convenzione.
Palude del Capitano - Nardò

Istituita come Area Naturale Protetta nel 1997, è una zona costiera estesa circa 40 ettari, di pozzi carsici alimentati da falde freatiche affioranti con presenza del raro Spinaporci (Sarcopterium spinosum), una rosacea orientale ritenuta estinta e qui ritrovata. Proliferano tamerici dai fiori profumati, vimini e arbusti.

Boschetto di Tricase
QUERCIA VALLONEAArea naturale protetta, individuata il 1997. E' stazione relitta di quercia vallonea, che risalirebbe al XII secolo, quando , secondo la leggenda, i monaci basiliani in fuga dalle persecuzioni ottomane, portarono una ghianda, la valania, dall'Asia Minore.
Consacrata a Giove, deriva il nome da Vallonia, città della Dalmazia. Diffusa nel solo territorio di Tricase era legata alla concia delle pelli, detta "pelacane", introdotta dagli arabi prima del Mille e sopravvissuta fino all'Ottocento. Sopravvive un esemplare del '400 (?) col tronco dal diametro di 1,5 metri e la chioma di almeno 500 mq. di larghezza, è chiamata "la quercia dei 100 cavalieri".

Isola di Sant'Andrea
E' area naturale protetta appartenente al territorio comunale di Gallipoli. Il tratto costiero è ben conservato; le emergenze principali sono rappresentate da dune, zone umide, e gariga (steppa bassa di arbusti sempreverdi ed erbe tipiche delle zone calcaree mediterranee). L'isola di Sant'Andrea (il nome deriva dall'esistenza di una piccola cappella dedicata al Santo) ha un'estensione di circa cinque ettari e dista meno di un miglio dalla città vecchia di Gallipoli; l'interesse naturalistico è dovuto alla presenza della flora mediterranea e all'unica colonia di gabbiano corso dello Ionio (laurus audonii).
Palude e bosco di Rauccio - Sorgenti Idume

ISOLA DEI CONIGLIAccessibilità: Per raggiungere il bosco di Rauccio occorre prendere la strada di Lecce Via Adriatica per Torre Chianca.
Giunti all'incrocio con la litoranea si svolta a sinistra dirigendosi verso Spiaggia Bella. Prima di giungere a questa località, si prende sulla sinistra una strada battuta costeggiata da due filari di eucalipti.Prendendo questa strada si giunge al bosco ed all'adiacente palude. Orario feriale: Le visite vanno prenotate alla segreteria del WWF Lecce al numero 0832/359582; 339/2742742 Telefono: Comune di Lecce - Ufficio Ambiente - 0832/231717

Il sito di Rauccio ricade all'interno del Sito di Importanza Comunitaria (SIC) "Rauccio" come perimetrato nell'ambito del progetto "Bioitaly - Natura 2000". E' un'area naturale protetta (dal 1997) formata da un bosco di leccio circondato da acquitrini, stagni retrodunali e risorgive carsiche. E' ubicata nel territorio comunale di Lecce. In questa area sono presenti habitat naturali di interesse comunitario e prioritari la cui conservazione, disciplinata dalla direttiva 92/43 CEE, richiede la designazione di aree speciali di conservazione. Per tali aree è stato emanato il D.P.R. 08.09.1997 n.357 "Regolamento recante l'attuazione della direttiva 92/43 CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali, della flora e della fauna selvatiche". Inoltre la Regione Puglia con L.R. n.19/97 ha individuato l'area "Paludi e Bosco di Rauccio - Sorgenti dell'Idume" come area avente preminente interesse naturalistico per la quale si propone come obiettivo di tutela l'istituzione di una "Riserva Naturale Orientata Regionale". La flora del sito si mostra particolarmente ricca per la presenza di diversi habitat e annovera numerosi elementi di grande significato fitogeografico e di elevato interesse della conservazione naturalistica. Fra le piante ritenute a rischio di estinzione in Italia spiccano la periploca maggiore, l'orchidea palustre, la campanella palustre, la cerere a una resta, la serapide pugliese, l'ofride di Creta, il lino marittimo e la peverina di Mantico. Il sito è frequentato da una ricca fauna: il riccio, la volpe, la donnola, la faina, il tasso, la biscia, il biacco, la raganella. Fra gli uccelli di passo si annovera la cinciallegra, l'occhiocotto, l'usignolo di fiume. Non mancano fra i rapaci il falco di palude, il gufo comune, la civetta, per nominarne solo alcuni.

San Cataldo
Riserva naturale biogenetica statale istituita nel 1977 appartenente al territorio comunale di Lecce sulla costa adriatica. E' formata da una pineta di pino d'Aleppo.
Porto Cesareo
La costa Lunga 17 km è Area Naturale Marina. L'arcipelago di isolotti è abitato da specie rarissime.
Porto Selvaggio

La linea costiera che unisce Porto Cesareo a Gallipoli alterna strisce di sabbia ad una scogliera piatta e bassa ma si alza con la prepotenza improvvisa dei bastioni rocciosi di porto Selvaggio. Se sulle coste sabbiose il mare appare in una diversa tonalità di azzurro per ogni livello di profondità, qui a Porto Selvaggio le fasce di colore scompaiono in un blu notte omogeneo. Le pareti strapiombanti in alcuni punti vi precipitano anche dall'altezza di 40 metri e spariscono sotto le onde per continuare la loro corsa di roccia. Così nel 1980, con la legge regionale n. 21, nella zona compresa fra la Torre dell'Alto e quella di Uluzzo, è stato istituito il parco naturale attrezzato di Porto Selvaggio evitando l'imminente cementificazione prospettata dai numerosi progetti di lottizzazione già presentati. La zona sottoposta a tutela ricopre una superficie di 424 ettari e ospita ambienti costieri tipici dell'area mediterranea. In cima alla scogliera la terra rossa del Salento ospita cespugli fitti di macchia mediterranea, lentisco, cisto marino, fillirea, rosmarino, timo, tutte specie che si sono adattate all'ambiente marino costiero e riescono a sopportare l'alto tasso di salinità, la forte insolazione nei mesi estivi e i capricci degli elementi in quelli invernali. Dagli anni '50 poi si è aggiunta, per effetto del rimboschimento operato dal corpo forestale dello Stato, una cospicua colonia di pini d'Aleppo, pianta pioniera che attecchisce perfettamente su questi terreni aridi e rocciosi. L'effetto sortito è di quelli che tolgono il fiato, la pineta infatti scende fino al mare e regala un'ombra profumata di resina ai frequentatori di questi luoghi, rimedio infallibile contro la calura che infuoca i pomeriggi dell'Africa salentina. Ma le meraviglie di Porto Selvaggio non si limitano agli ambienti naturali, anche l'uomo ha contribuito con le sue attività al fascino di questi luoghi frequentati sin da tempi lontanissimi. Nella baia di Uluzzo e precisamente nella grotta del cavallo, sono stati rinvenuti manufatti del paleolitico, resti di grandi mammiferi (anche rinoceronti), oggetti recanti graffiti decorativi a soggetto naturalistico o geometrico, tutti reperti che hanno portato la zona all'attenzione degli archeologi che ne hanno riconosciuto la rilevanza internazionale. Ma altri interventi umani caratterizzano in maniera ancora più evidente il paesaggio: le due torri che delimitano il territorio del parco riportano a tempi in cui queste terre erano depredate dai pirati.

Isola dei Conigli
A 500 metri dalla costa, è di notevole interesse biologico.

Isola dello Scoglio
E' collegata alla terraferma da un lungo ponte in cemento.

Giardino botanico "Cutura"

Accessibilità: Il giardino si raggiunge dalla strada provinciale Giuggianello-Palmariggi. Periodo di apertura: GIARDINO BOTANICO: APERTO tutto l' anno. Telefono: 0836.354164, info@lacutura.it, COSTI : Ingresso + Visita Guidata al Giardino Botanico € 5.00
Il giardino botanico "Cutura" è situato sulla provinciale Giuggianello-Palmariggi. Attualmente è gestito da La Cutura srl, i cui soci, figli del fondatore Salvatore Cezzi, hanno affiancato al giardino botanico un attività di ristorazione ed un centro culturale. Il giardino botanico è situato fuori dal centro di Giuggianello, sulla strada provinciale Giuggianello-Palmariggi. Attualmente è di proprietà di Don Salvatore Cezzi. All'interno del giardino si possono osservare piante grasse di varia specie; alcune sono addirittura di origine africana.

Lido di Torre Pizzo

Accessibilità: Si può raggiungere dalla strada Gallipoli- Santa Maria di Leuca, Periodo di apertura: Estate, Telefono: 0833/589803GABBIANO CORSO

L'area di Torre del Pizzo è caratterizzata dagli splendidi scenari del mare e della costa. Punta Pizzo chiude il seno meridionale di Gallipoli.

La riserva naturale di Torre del Pizzo ( o di Cutrieri) si trova a sud di Gallipoli. Essa comprende un area di circa 100 ettari caratterizzata da vegetazione spontanea. Il Lido di proprietà privata è fornito di uno stabilimento balneare che offre sevizio bar, ristoro e paninoteca. Splendido paesaggio sul mare.

Parco naturale della Serra di Supersano 

Accessibilità: Supersano, Il Parco si trova sulla sinistra uscendo da Supersano per recarsi a Casarano

La bellezza del sito intatto posto in alto sulla pianura ha imposto il vincolo sull'area nel 1996, ma oltre a ciò non è stata organizzata alcuna attività ricettiva per la visita del parco.

Il Parco naturale della Serra di Supersano è stato recentemente costituito, essendo stata la zona dichiarata di notevole interesse pubblico soggetta a vincolo paesaggistico nel 1996. Si estende per decine di ettari sul territorio comunale ma confina con i comuni limitrofi. E' ricoperto da una pineta e da macchia mediterranea. Si gode della vista della pianura sottostante. Oltre al riconoscimento del vincolo però ancora non è stata organizzata alcuna attività ricettiva né percorsi, visite guidate.
Laghetto Cellini 

Accessibilità: Melissano. Al laghetto si accede, percorrendo la strada provinciale che da Taviano conduce a Casarano; esattamente a trecento metri dal Mercato Ortofrutticolo di Taviano, una stradina sterrata sulla destra conduce al laghetto.
Piccolissimo laghetto, alimentato da falde di acque superficiali, circoscritto da folti canneti, della superficie di circa metri quadrati 3.000.

Il laghetto Cellini, é di piccolissime dimensioni, circa tremila metri quadrati; con una profondità massima di tre metri, alimentato da una falda di acqua superficiale.
Sulle rive del lago, sono presenti a coronamento, dei canneti; con la presenza, oltre alle immancabili rane, anche dei pesci.
In diversi periodi dell'anno, sulle sponde fanno la loro comparsa, diverse specie di uccelli, che stazionano temporaneamente durante le loro migrazioni.
Montagna spaccata 

Accessibilità: Sannicola, Strada Statale N.101 Salentina di Gallipoli, uscita Santa Maria al Bagno. Litoranea Santa Maria al Bagno- Lido Conchiglie

Promontorio roccioso a picco sul mare tagliato in due dalla litoranea che collega Santa Maria al Bagno e Lido Conchiglie con annessa una delle più belle aree boschive della zona.

Bellissimo promontorio roccioso detto "montagna spaccata" proprio perchè tagliato in due dalla litoranea. Vi si trova una delle più interessanti aree boschive della zona, opera di rimboschimenti risalenti alla metà del secolo di Pino d'Aleppo, Acacia ed Eucalipto. La zona rocciosa costiera ospita elementi di macchia (Mirto, Lentisco), specie rupicole (Scrofularia lucida) e specie tipiche della flora locale (Campanula versicolor, Alyssum leucadeum). Seguendo un sentiero che parte dalla litoranea a poche decine di metri dalla montagna spaccata, si giunge nei pressi della Torre dell'Alto Lido (71 metri sul livello del mare). Sono stati rinvenuti manufatti in selce, ceramiche e ossidiane che indicano la frequentazione della zona fin dal Neolitico.
La Pro-loco di Lido Conchiglie organizza escursioni e visite guidate nella zona.

Parco dei Fossili

Località Lustrelle S.S. n°497, Aradeo-Cutrofiano-Maglie, Km.11; Telefono: 0836/542880; Telefono: 0836/542880
Il parco occupa l'ex cava di argilla 'Lustrelle' , che si estende per circa 11 ettari, di proprietà della Colacem. Ad esso è connesso il Museo dei Fossili, sito nella casina Lustrelle, di recente istituzione.

Il Parco occupa l'ex cava di argilla, che si estende per circa 11 ettari. Di proprietà della Colacem, è oggetto di interesse e studio da parte dei geologi, in quanto ricca di fossili in posizione in vivo (ossia reperti che conservano la posizione originaria). L'area è stata recuperata, allo scopo di ripristinare la vegetazione spontanea e conservazione la parete di argilla ricca di fossili, risalenti ad un milione di anni fa. Alla cava si affianca il Museo dei Fossili, sito nella casina Lustrelle, all'uopo ristrutturata, istituito il 7 agosto 1999, unitamente al Parco.


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