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sport CICLOTURISMO

Leuca e la via Sallentina (www.cicloamici.it)

Con un poco di coraggio, tant'acqua e tante bevande, d'estate si può esplorare l'afffascinante territorio dell'estremo salento. Mare, sole, storia, calda ospitalità e belle strade sono la ricompensa. A tratti il percorso cicloturistico consigliato coincide con l'antica strada Sallentina.

 

il faro e il santuario di Santa Maria Finibusterrae (Leuca)

 

Presentazione

In bici, giù giù verso dove finisce la terra a Santa Maria Finibusterrae. Un percorso articolato che porta in pochi chilometri a costeggiare due mari, un promontorio, spiagge, pagghiare. 

Il sole picchia forte forte, sembra voglia farvi evaporare e ridurvi asciutti come l'arida terra intorno. Ma i canti della pizzica accompagnano i ciclisti instillando ritmo e coraggio. 

Linea di percorrenza ideale l'antica via Sallentina che collegava Taranto a Leuca e Otranto. Sopravvivono ancora alcuni tratti di questa strada.

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Percorrendo la strada campestre che collega Ugento Gemini e Salve che noi facciamo coincidere con il tracciato della via Sallentina ci si trova immersi tra muretti a secco e terrazzamenti a secco molte sono inoltre le Pagghiare disseminate lungo la strada. Siamo sul promontorio Salentino, la strada è moderatamente trafficata e si può suggerire come percorso cicloturistico alternativo all'affollate litoranea tra Uggento e Torre Vado.

La via Sallentina

Giovanni Uggeri chiama via Sallentina la strada romana paralitoranea che congiungeva i principali centri del salento per tutta la sua lunghezza da Otranto al Capo Iapigio o promontorio salentino e quindi a Taranto. In età moderna la strada è stata anche chiamata traiana ma siamo più propensi a considerarla un prolungamento della via Appia piuttosto che la continuaizione della Traiana che da Bari scendeva a Brindisi.

Probabilmente la strada esisteva già ai tempi dei Messapi e congiungeva città fiorenti in epoca preromana, decadute successivamente (Manduria Alezio, Vereto, Ugento) alcune definitivamente abbantonate.

Plinio e Strabone ne fanno menzione ma danno informazioni molto scarne e forniscono misure imprecise. Soltanto nella "Tabula Peutingeriana" la via salentina viene descritta nel suo completo sviluppo  con l'indicazione di tutte le stazioni  e le relative distanze.

Riteniamo interessante dal punto di vista cicloturistico, segnalare il tratto Ugento, Gemini, Madonna di Pompiniano, Masseria Palombara. Questo tratto oltre a essere una strada relativamente tranquilla a basso traffico autoveicolare è fittamente costellato di trulli e caselle, terrazzamenti e muretti a secco a indicare la persistenza del tracciato e la sua continuità di utilizzo nel tempo.

Nei pressi di Masseria Palombare segnaliamo una lama indicata come Canale di Fano. é possibile percorrere il canale di Fano tramite una stradina asfaltata che porta direttamente al mare presso Torre Pali e S. Antonio (e che mare).


Gli itinerari cicloturistici del Salento nel Cd Rom realizzato dalla Provincia di Lecce

 

Per tanti anni la bicicletta è stata la regina degli spostamenti, l'unico mezzo per raggiungere località della provincia non sempre vicine...Galatina, Maglie, Tricase; qualcuno pedalava fino a Taranto o giù nel Capo di Leuca, parlandone oggi con orgoglio e spirito d'avventura.

Purtroppo attualmente l'abitudine di pensare bicicletta si è un pò persa ma questa filosofia di vita ha bisogno di essere rivalutata: turismo culturale e riscoperta dell'ambiente vanno legati ad un mezzo così naturalmente essenziale.

La Provincia di Lecce ha inteso fondere completamente questo nuovo concetto di turismo agli spazi ambientali, culturali, storico-artistici del territorio, programmando la creazione di una vera e propria rete di mobilità ciclistica a livello provinciale.

Il progetto, pensato dalla Provincia di Lecce, interessa, in particolare, il territorio di 74 comuni, per uno sviluppo complessivo di 850 Km e la maggior parte degli itinerari è sin d'ora utilizzabile, percorrendo:

a) la viabilità provinciale secondaria, ove è prevista, a secondo dei casi, la realizzazione di piste in sede riservata o in sede propria;
b) la viabilità minore, comunale e vicinale, avente fondo stradale bitumato o in sterrato, dove è generalmente previsto l'utilizzo promiscuo dei tratti interessati;
c) percorsi escursionistici sufficientemente larghi e con caratteristiche planimetriche idonee.

 

La restante parte di itinerari, di incidenza minima sul totale, sarà realizzata con un nuovo impianto, trattandosi generalmente di allargamento di strade provinciali.

Sono stati individuati 16 itinerari, distribuiti nei cinque ambiti territoriali, distinguibili grazie alla diversa colorazione della mappa.
Essi corrispondono alle zone di maggior attrattività turistica, individuate dal Piano Provinciale per il Coordinamento e la Gestione integrata del Turismo, tenendo conto della capacità ricettiva, della tipologia predominante di turismo e delle caratteristiche storico ambientali del territorio.

Gli itinerari cicloturistici individuati sono di seguito elencati:

I sedici itinerari risultano facilmente collegabili tra loro, attraverso la rete stradale provinciale o statale esistente, per cui può essere individuata una vera e propria rete ciclabile provinciale, a sua volta potenziabile con successivi interventi.

A questo punto non ci resta che rispolverare la nostra vecchia bici e scegliere uno dei 16 meravigliosi percorsi messi a disposizione dalla provincia di Lecce.
E allora....Buona biciclettata a tutti!

 

ZONA 1 - Lecce

ITINERARIO 1: LECCE ARCHEOLOGICA, ITINERARIO 2: D'AURIO, CERRATE E LA RIFORMA, ITINERARIO 14: CASTELLI, CANTINE E TERRE NERE

 

ZONA 2 - Melendugno

ITINERARIO 1: LECCE ARCHEOLOGICA, ITINERARIO 3: PER ACAYA DALLE CESINE A ROCA, ITINERARIO 4: IL GIRO DI GRECìA, ITINERARIO 5: ALIMINI E DINTORNI. ITINERARIO 13: IL GIRO DEI CANALI.

 

ZONA 3 - Otranto e S.ta Cesarea

ITINERARIO 5: ALIMINI E DINTORNI. ITINERARIO 6: OTRANTO. ITINERARIO 7: GROTTE E CRIPTE. ITINERARIO 16: MAGLIE E AD EST DI MAGLIE

 

ZONA 4 - Ugento e Leuca

ITINERARIO 8: INTORNO A TRICASE. ITINERARIO 9: FINIBUS TERRAE. ITINERARIO 10: INTORNO AD AUSENTUM, ITINERARIO 11: DALLE SERRE A MANCAVERSA.

 

ZONA 5 - Gallipoli e P.to Cesareo

ITINERARIO 11: DALLE SERRE A MANCAVERSA, ITINERARIO 12: GALLIPOLI E DINTORNI. ITINERARIO 13: IL GIRO DEI CANALI. ITINERARIO 14: CASTELLI, CANTINE E TERRE NERE. ITINERARIO 15: DA CESAREO A SANTA MARIA.

 

ITINERARIO 9: FINIBUS TERRAE

COMUNI TERRITORIALMENTE INTERESSATI: Acquarica del Capo, Presicce, Salve, Morciano di Leuca, Patù, Castrignano del Capo, Gagliano del Capo

PERCORSO: Km 53,3

DIFFICOLTA': Media

PENDENZA: Media 2% - Massima 5%

Punto di partenza dell'itinerario è la Chiesetta dei Panetti, nel paesino di Acquarica del Capo, ricco di storia e di cultura, facilmente raggiungibile viaggiando con le linee della ferrovia provinciale Sud-Est, in pulman o in auto.
Nell'area circostante, possiamo visitare la Masseria Gelsorizzo, insediata all'interno di un complesso dotato di una torre fortificata, con la sua cappella, il frantoio ipogeo (trappito), la torre colombaia, tipica della zona.
In questo tratto dell'itinerario, il fondo stradale è in piano ed in ottime condizioni, tale da permettere una facile percorribilità.
Dalla Masseria Gelsorizzo, pedaliamo verso il centro storico di Acquarica, imboccando le stradine che conducono verso il Castello, in Piazza S. Carlo, e verso la vicina Chiesa di S. Carlo Borromeo, all'interno della quale ammirare l'affresco del Santo, posto sull'altare centrale, riccamente decorato in stile barocco.
Dalla Piazza di Acquarica, ci dirigiamo verso l'uscita del paese, in direzione della vicina Presicce, immettendoci sulla vecchia strada di congiunzione tra i due centri.
Presicce è un'altra testimonianza importante della storia del Salento, ricca di antichi Palazzi gentilizi, impregnati dei barocchi e dei profumi delle edera selvatica, che scivola silenziosa dai balconi, in un susseguirsi numeroso, nelle due vie principali del centro storico.
Il Paese si presenta tranquillo e ordinato, sicuro delle sue nobili origini, mentre la vita cittadina continua a svolgersi tutta nella centrale Piazza del Popolo, dove la vecchia sede del Municipio ospita, all'interno di un imponente palazzo principesco, il Museo della Civiltà Contadina.
Sulla superficie della Piazza, alcune cupole in vetro, ci segnalano la presenza e l'ingresso ai Frantoi ipogei, che si sviluppano sotterranei al centro storico.
Alle spalle di Piazza del Popolo, in una via laterale, segnalato da una freccia indicatoria, potremo notare l'impianto medievale di Palazzo Soronzi, le sue colonne in rilievo, con i capitelli e il balcone, dal frontale riccamente decorato.
Dalla Piazza, e proseguendo per un piccolo tratto, incontriamo sulla nostra destra, il Palazzo Alberti, dal bellissimo affaccio centrale e, a pochi metri, ci appare il sagrato della Chiesa di S. Andrea e la Colonna Votiva dedicata al Santo, in uno scenario ricco di cultura e decori barocchi.
Dalla Chiesa, imboccando la Via Arditi, si snodano, in sequenza, i palazzi gentilizi appartenenti ai nobili Villani, Arditi, Seracca e Cezzi, pedalando su un basolato tipico dei centri storici salentini, che si trasformerà in piano asfaltato, quando ci immettiamo lungo la strada, continuazione della precedente, che ci condurrà fuori l'abitato di Presicce.
Punto successivo dell'itinerario è la Chiesa degli Angeli con l'annesso Convento dei Padri Riformati, un antico complesso edificato tra il 1598 ed il 1600, oggi in completa ristrutturazione, da offrire ai pellegrini nel percorso giubilare.
All'interno della Chiesa, possiamo ammirare una serie di altari barocchi riccamente decorati, con affreschi dalle intense tonalità dell'azzurro.
Dal Convento, attraversando un piccolo tratto di strada bianca a fondo naturale, svoltiamo a destra, imboccando un sentiero sterrato, fino a giungere in località Madonna del Rito, dove la Cappella omonima, immersa nel verde dei pini, è considerata l'unica traccia del vecchio insediamento di impianto basiliano (X-XI secolo).
Siamo ormai fuori dall'abitato, e il percorso, in questo tratto in salita, diventa per pochi metri difficoltoso.
L'ambiente, in questo punto, è molto vario e caratterizzato dai tipici muretti a secco, dalle pagghiare, i casini, le masserie e i canali e la vegetazione spontanea e le grandi distese di ulivi, mentre l'odore intenso della campagna sale dall'erba e dalla terra arrossata dal sole.
In questo punto dell'itinerario, siamo nel territorio di Salve, dove incontriamo la Cappella di Santo Lasi, e un'area di sosta, permetterà un breve riposo.
Si riprende il percorso, in direzione del centro storico di Salve, dove potremo visitare la Chiesa Matrice di S. Nicola e la Colonna del Santo, il Campanile con l'orologio e il vicino trappeto, situato in una stradina in discesa, di fronte la Chiesa.
Uscendo dall'abitato e pedalando in direzione di Morciano di Leuca, arriveremo nel centro storico di questo paese, dove ammirare il magnifico e imponente Castello, che ci racconta della stretta difesa di cui godeva Morciano nei secoli passati, e la vicina Chiesa di S. Giovanni, con la tipica Colonna Votiva del Santo, le case a corte di via Roma, fino a trovare la deviazione per Vereto, l'antica città messapica.
Una piccola stradina potrà creare problemi per la discesa, ma il tragitto è breve e facilmente percorribile anche a piedi.
Pedalando, si arriva a Patù, piccolo centro del territorio leucano, dove potremo visitare monumenti di rilievo come la Centopietre, che si racconta essere stata una tomba di famiglia, costruita nello spazio frontale alla Chiesa di S. Giovanni Battista, il Castello e la Chiesa Matrice.
La zona delle cave di Giuliano di Lecce e i resti della Chiesetta di S. Pietro, guidano il nostro itinerario verso il vecchio Santuario di Santa Maria di Leuca, più comunemente conosciuto come Leuca Piccola.
Nella zona antistante le cave, possiamo ristorarci in una seconda area attrezzata per la sosta, mentre, nelle immediate vicinanze, proseguendo su un sentiero asfaltato, possiamo visitare le Vore di Barbarano, con i loro sotterranei, dove fermarci ad ascoltare il sottile rumore dell'acqua.
Superato Leuca Piccola, pedaliamo ritornando verso il paese di Giuliano, e procedendo al suo interno, in direzione del centro, troveremo il Menhir in via Regina Elena e, successivamente, potremo ammirare nella Piazza centrale il Castello con la Colonna di S. Giovanni, che, con la Chiesa Matrice, rappresentano alcuni dei tesori di questa zona.
Superato Giuliano, il percorso ci riconduce nei campi, su muretti a secco, pagghiare e ajare, fino a giungere alla Torre di Salignano, nell'omonima località, testimonianza dell'antico sistema difensivo del territorio pugliese.
Qui, i centri abitati sono molto vicini tra di loro, senza avvertire, quasi, il punto di passaggio tra un paese e l'altro.
A poche centinaia di metri dal centro di Salignano, lungo la vecchia S.S. 274, svoltando a sinistra, giungiamo ad Arigliano, e poco prima di arrivare alla stazione ferroviaria, possiamo visitare il Menhir della Croce, così chiamato per il simbolo a forma di croce che ha scolpito nella sua parte superiore.
In direzione del centro, svolteremo a sinistra, verso l'abitato di Gagliano del Capo.
Nel suo centro storico, è possibile visitare la casa del pittore Vincenzo Ciardo e, in adiacenza, la Chiesa Parrocchiale.
Attraversando quasi tutto il centro, troviamo, infine, il Santuario di S. Francesco, nel cui interno, interamente rinnovato, potremo notare, sull'altare centrale, l'affresco del Santo.
Adiacente al Santuario, la presenza di un'area di sosta attrezzata per una breve pausa.
Proseguendo sulla S.P. in direzione sud, in leggera pendenza, percorriamo qualche centinaio di metri e, svoltando a sinistra, verso la località Scaramuzza, ci ritroviamo all'inizio del centro abitato.
Svoltiamo ulteriormente a destra, fino ad arrivare alla Masseria Bitonti e, sorpassata la Masseria, svoltiamo a sinistra su un antico tratturo, per ritornare verso Gagliano del Capo.
A questo punto del percorso, prendiamo la direzione di S. Dana, una piccola frazione di Gagliano, dove visitare, scavata in aperta campagna, l'antichissima Cripta di S. Apollonia, all'interno della quale, nella penombra, sono ancora ben visibili parti di antichissimi affreschi a tema religioso.
Sempre a S. Dana, possiamo vedere una Croce Votiva, che risale al 1968, eretta per ricordare il martirio del Diacono Dana, avvenuto in quel punto.
Lasciata la piccola frazione, e facendo rientro nuovamente a Gagliano, attraversiamo il centro, proseguendo in direzione di Salignano, e, superato questo paese, giungiamo a Castrignano del Capo, passando da Borgo Terra e dalla Parrocchiale: da questo punto, prenderemo la direzione per S. Maria di Leuca, tappa finale del nostro itinerario.
Prima di giungervi, il percorso costeggia il Canale Scalella, caratterizzato da una folta vegetazione e dalla presenza di un'antica antropizzazione.
Ecco apparirci S. Maria di Leuca, nobile ed elegante, un porticciolo suggestivo, la splendida e storica Finibus Terrae, la fine del mondo, dove l'Adriatico e lo Ionio si incontrano per perdersi nell'infinita linea dell'orizzonte.
In tutto questo si riconosce S. Maria di Leuca, poggiata su uno dei più incantevoli specchi d'acqua del Mediterraneo e punta estrema di una costa ricca di natura, colori, pagghiare a picco sul mare, dove affacciarsi dalle terrazze delle splendide ville, nelle notti di luna piena.
Appena giunti, imbocchiamo la salita che ci porterà al Santuario, il punto più alto per ammirare il paese ed incantarsi davanti al faro maestoso.
Riprendendo la strada, ci riportiamo in direzione del lungomare, vicino al porto nuovo, da cui imboccare, sulla destra, una delle viette laterali ed affacciarci sulla bellissima Cattedrale, dal rosone inconfondibile, passando vicini alle storiche ville, costruite nei primi anni del secolo, splendide nei loro stili più rappresentativi, come la moresca Meridiana, visibile sul balcone centrale o la deliziosa Villa Episcopo, in stile orientale.
Dal lungomare, proseguiamo in direzione della litoranea che conduce a Ugento, passando dalla Torre dell'Omo Morto e dalle Grotte, mentre ben visibile la Punta Ristola, termine di S.Maria di Leuca.
Qui, con la "fine della terra" si conclude il nostro itinerario, nel tradizionale punto d'incontro dei due mari, uno storico luogo di culto e di preghiera, oltre che di esclusiva mondanità

 

ITINERARIO 8: INTORNO A TRICASE

COMUNI TERRITORIALMENTE INTERESSATI: Tricase, Alessano, Miggiano, Specchia, Tiggiano

PERCORSO: Km 55,5

DIFFICOLTA': Media

PENDENZA: Media 3% - Massima 5%

Punto di partenza dell'itinerario è la Piazza antistante il Castello di Tricase.
Dalla Piazza, ci dirigiamo verso l'abitato di Tutino, e raggiunto il centro, potremo visitare il Castello, dove soffermarci ad ammirare le interessanti torri difensive della cinta muraria, per proseguire, successivamente, a nord-ovest, verso i Comuni di Miggiano e Specchia.
Proseguendo su una strada comunale tutta asfaltata, raggiungiamo la Chiesetta della Madonna della Pietà, edificata nel secolo XVII e XVIII, ancora aperta al culto.
A questo punto, dalla Chiesetta puntiamo in direzione della ferrovia e, superato il passaggio a livello, sulla sinistra, imbocchiamo una strada completamente asfaltata.
Durante il tragitto l'ambiente circostante è immerso nel verde dei prati e degli uliveti e nei colori bruciati della terra, che emana gli odori tipici della campagna.
Tenendoci sempre sul lato sinistro, in direzione nord-ovest, giungiamo alle porte di Lucugnano, paese di "Papa Galeazzo", tradizionale figura salentina, dal breviario ricco di simpatiche novelle e della trattoria Iolanda, che ci attende per gustare, nell'antico cortile, prelibate pietanze cucinate con una maestria tutta casareccia.
Pedalando verso il centro storico, giungiamo nella centrale Piazza Comi, dove è possibile visitare la casa natale del poeta salentino Girolamo Comi, oggi sede della nuova Biblioteca e del piccolo Museo dell'artigianato locale.
Un'occhiata al Palazzo baronale e al Castello, prima di proseguire verso il vicino abitato di Specchia.
Lungo il tragitto, è obbligatoria una sosta per ammirare la bellissima Chiesetta di S. Eufemia, di notevole valore architettonico, edificata nell'omonima contrada.
La Chiesetta, in stile Romanico, è stata costruita, presumibilmente, tra il IX e il XIII secolo e, nello spazio antistante, è già stata realizzata un'area attrezzata per la sosta.
Non molto lontano dalla chiesetta, circondato da ulivi e pale di fichi d'india, ci appare un singolare trullo conico, unico nel suo genere.
Da questo punto, ci inoltriamo verso il paese di Specchia, e passando a valle del suo centro storico, si raggiunge la S.P. Specchia -Alessano, che si sviluppa alla base della Serra dei Cianci.
Procedendo in direzione Sud, verso Alessano, si costeggia un suggestivo insediamento rurale, abbandonato da tempo, fatto di trulli, "pagghiare" e "furneddhi", collegati fra loro da antichi sentieri.
Nelle vicinanze, si può ancora ammirare la Chiesa del Crocefisso e una Masseria con la sua torre colombaia.
Continuando la nostra pedalata sulla provinciale, arriviamo ad Alessano , dirigendoci subito nel centro storico, di notevole bellezza, dove passiamo dalla Chiesa Matrice di S. Salvatore, con l'imponente campanile.
Superata la Piazza, e in direzione sud, passeremo davanti al Cimitero, dove riposa la salma di Tonino Bello, Vescovo di Molfetta, al quale è stato dedicato uno dei più importanti centri di accoglienza per l'ospitalità dei profughi.
Nelle vicinanze, raggiungiamo la Chiesetta di S. Stefano, in località Magurano, con testimonianze di insediamenti rupestri, sede, altresì, di un'azienda agrituristica.
A breve distanza, ci inoltriamo nelle campagne circostanti, fino a raggiungere la Chiesetta di S. Barbara, appartenente al XII e XIII secolo.
Tornando indietro, si attraversa una zona di cave di tufo carparino, sino a giungere nell'abitato di Tiggiano, dove poter riposare all'ombra di un antico bosco di lecci annesso al Palazzo Baronale, un'area già attrezzata per una breve sosta.
A questo punto, l'itinerario prevede di dirigerci nuovamente verso Tricase, e, lungo la strada, passeremo nei pressi della Masseria Gallone, struttura fortificata del VVII secolo, per poi giungere alla Cripta Ipogea del Gonfalone, appartenente all'epoca basiliana.
L'itinerario piega su se stesso, per continuare verso la costa, e passare dalla Chiesetta della Madonna di Fatima (si segnala un'area di sosta attrezzata), da dove si domina l'abitato di Tricase, dal Castello di Caprarica, completamente ristrutturato e dalla Chiesetta della Madonna del Soccorso.
Lungo il tragitto, possiamo fermarci in un piccolo bosco di querce vallonee, dove ammirare la famosa Quercia, appartenente al XII secolo, posta accanto alla Chiesetta della Madonna del Carmine.
Pedalando in direzione della costa, seguiamo l'itinerario dall'alto della serra, in direzione nord, sino a giungere alla Torre del Sasso, luogo ideale per contemplare la linea d'orizzonte che congiunge Capo d'Otranto a S. Maria di Leuca.
Da questo punto, possiamo scendere fino a Tricase porto, dove specchiarci in un'acqua cristallina e ammirare la splendida Villa Torre, che domina il porticciolo.
Da questo punto, ripartiamo per un'impegnativa salita e raggiungere, direttamente, una suggestiva campagna caratterizzata da grandi costruzioni di pietre a secco.
Siamo alle porte di Tricase, e prima di rientrare, ci fermiamo davanti a una singolare Chiesa a pianta ottagonale, che la leggenda racconta essere stata costruita solo in una notte, e per questo detta, la Chiesa dei Diavoli, per poi tornare indietro e passare accanto alla Chiesetta della Madonna del Loreto e ultimare il percorso nel punto di partenza, con la Piazza del Municipio di Tricase, di fronte alla Chiesa di S. Domenico. (
Link: SALENTONBIKE.it)


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