Gli itinerari cicloturistici del Salento
nel Cd Rom realizzato dalla Provincia di Lecce
Per tanti anni
la bicicletta è stata la regina degli spostamenti, l'unico mezzo per
raggiungere località della provincia non sempre vicine...Galatina, Maglie,
Tricase; qualcuno pedalava fino a Taranto o giù nel Capo di Leuca,
parlandone oggi con orgoglio e spirito d'avventura.
Purtroppo attualmente l'abitudine di pensare bicicletta si è un pò
persa ma questa filosofia di vita ha bisogno di essere rivalutata: turismo
culturale e riscoperta dell'ambiente vanno legati ad un mezzo così
naturalmente essenziale.
La Provincia di Lecce ha inteso fondere completamente questo nuovo concetto
di turismo agli spazi ambientali, culturali, storico-artistici del
territorio, programmando la creazione di una vera e propria rete di mobilità
ciclistica a livello provinciale.
Il progetto,
pensato dalla Provincia di Lecce, interessa, in particolare, il territorio
di 74 comuni, per uno sviluppo complessivo di 850 Km e la maggior parte
degli itinerari è sin d'ora utilizzabile, percorrendo:
a) la viabilità provinciale secondaria, ove è prevista, a secondo
dei casi, la realizzazione di piste in sede riservata o in sede propria;
b) la viabilità minore, comunale e vicinale, avente fondo stradale
bitumato o in sterrato, dove è generalmente previsto l'utilizzo promiscuo
dei tratti interessati;
c) percorsi escursionistici sufficientemente larghi e con
caratteristiche planimetriche idonee.
La restante
parte di itinerari, di incidenza minima sul totale, sarà realizzata con un
nuovo impianto, trattandosi generalmente di allargamento di strade
provinciali.
Sono stati
individuati 16 itinerari, distribuiti nei cinque ambiti territoriali,
distinguibili grazie alla diversa colorazione della mappa.
Essi corrispondono alle zone di maggior attrattività turistica, individuate
dal Piano Provinciale per il Coordinamento e la Gestione integrata del
Turismo, tenendo conto della capacità ricettiva, della tipologia
predominante di turismo e delle caratteristiche storico ambientali del
territorio.
Gli itinerari
cicloturistici individuati sono di seguito elencati:
I sedici
itinerari risultano facilmente collegabili tra loro, attraverso la rete
stradale provinciale o statale esistente, per cui può essere individuata una
vera e propria rete ciclabile provinciale, a sua volta potenziabile con
successivi interventi.
A questo punto non ci resta che rispolverare la nostra vecchia bici e
scegliere uno dei 16 meravigliosi percorsi messi a disposizione dalla
provincia di Lecce.
E allora....Buona biciclettata a tutti!
ZONA 1 - Lecce
ITINERARIO 1: LECCE
ARCHEOLOGICA, ITINERARIO 2: D'AURIO, CERRATE E LA RIFORMA,
ITINERARIO 14: CASTELLI, CANTINE E TERRE NERE
ZONA 2 - Melendugno
ITINERARIO 1: LECCE
ARCHEOLOGICA, ITINERARIO 3: PER ACAYA DALLE CESINE A ROCA,
ITINERARIO 4: IL GIRO DI GRECìA, ITINERARIO 5: ALIMINI E
DINTORNI. ITINERARIO 13: IL GIRO DEI CANALI.
ZONA 3 - Otranto e S.ta Cesarea
ITINERARIO 5: ALIMINI E
DINTORNI. ITINERARIO 6: OTRANTO. ITINERARIO 7: GROTTE E
CRIPTE. ITINERARIO 16: MAGLIE E AD EST DI MAGLIE
ZONA 4 - Ugento e Leuca
ITINERARIO 8: INTORNO A
TRICASE. ITINERARIO 9: FINIBUS TERRAE. ITINERARIO 10:
INTORNO AD AUSENTUM, ITINERARIO 11: DALLE SERRE A MANCAVERSA.
ZONA 5 - Gallipoli e P.to Cesareo
ITINERARIO 11: DALLE SERRE A
MANCAVERSA, ITINERARIO 12: GALLIPOLI E DINTORNI. ITINERARIO 13:
IL GIRO DEI CANALI. ITINERARIO 14: CASTELLI, CANTINE E TERRE NERE.
ITINERARIO 15: DA CESAREO A SANTA MARIA.
ITINERARIO 9: FINIBUS TERRAE
COMUNI
TERRITORIALMENTE INTERESSATI: Acquarica del Capo, Presicce, Salve,
Morciano di Leuca, Patù, Castrignano del Capo, Gagliano del Capo
PERCORSO:
Km 53,3
DIFFICOLTA':
Media
PENDENZA:
Media 2% - Massima 5%
Punto di
partenza dell'itinerario è la Chiesetta dei Panetti, nel paesino di
Acquarica del Capo, ricco di storia e di cultura, facilmente raggiungibile
viaggiando con le linee della ferrovia provinciale Sud-Est, in pulman o in
auto.
Nell'area circostante, possiamo visitare la Masseria Gelsorizzo,
insediata all'interno di un complesso dotato di una torre fortificata,
con la sua cappella, il frantoio ipogeo (trappito), la torre
colombaia, tipica della zona.
In questo tratto dell'itinerario, il fondo stradale è in piano ed in ottime
condizioni, tale da permettere una facile percorribilità.
Dalla Masseria Gelsorizzo, pedaliamo verso il centro storico di Acquarica,
imboccando le stradine che conducono verso il Castello, in Piazza S.
Carlo, e verso la vicina Chiesa di S. Carlo Borromeo, all'interno
della quale ammirare l'affresco del Santo, posto sull'altare
centrale, riccamente decorato in stile barocco.
Dalla Piazza di Acquarica, ci dirigiamo verso l'uscita del paese, in
direzione della vicina Presicce, immettendoci sulla vecchia strada di
congiunzione tra i due centri.
Presicce è un'altra testimonianza importante della storia del Salento, ricca
di antichi Palazzi gentilizi, impregnati dei barocchi e dei profumi
delle edera selvatica, che scivola silenziosa dai balconi, in un susseguirsi
numeroso, nelle due vie principali del centro storico.
Il Paese si presenta tranquillo e ordinato, sicuro delle sue nobili origini,
mentre la vita cittadina continua a svolgersi tutta nella centrale Piazza
del Popolo, dove la vecchia sede del Municipio ospita, all'interno di un
imponente palazzo principesco, il Museo della Civiltà Contadina.
Sulla superficie della Piazza, alcune cupole in vetro, ci segnalano la
presenza e l'ingresso ai Frantoi ipogei, che si sviluppano
sotterranei al centro storico.
Alle spalle di Piazza del Popolo, in una via laterale, segnalato da una
freccia indicatoria, potremo notare l'impianto medievale di Palazzo
Soronzi, le sue colonne in rilievo, con i capitelli e il balcone, dal
frontale riccamente decorato.
Dalla Piazza, e proseguendo per un piccolo tratto, incontriamo sulla nostra
destra, il Palazzo Alberti, dal bellissimo affaccio centrale e, a
pochi metri, ci appare il sagrato della Chiesa di S. Andrea e la Colonna
Votiva dedicata al Santo, in uno scenario ricco di cultura e decori
barocchi.
Dalla Chiesa, imboccando la Via Arditi, si snodano, in sequenza, i palazzi
gentilizi appartenenti ai nobili Villani, Arditi, Seracca e Cezzi,
pedalando su un basolato tipico dei centri storici salentini, che si
trasformerà in piano asfaltato, quando ci immettiamo lungo la strada,
continuazione della precedente, che ci condurrà fuori l'abitato di Presicce.
Punto successivo dell'itinerario è la Chiesa degli Angeli con
l'annesso Convento dei Padri Riformati, un antico complesso edificato
tra il 1598 ed il 1600, oggi in completa ristrutturazione, da offrire ai
pellegrini nel percorso giubilare.
All'interno della Chiesa, possiamo ammirare una serie di altari barocchi
riccamente decorati, con affreschi dalle intense tonalità dell'azzurro.
Dal Convento, attraversando un piccolo tratto di strada bianca a fondo
naturale, svoltiamo a destra, imboccando un sentiero sterrato, fino a
giungere in località Madonna del Rito, dove la Cappella omonima,
immersa nel verde dei pini, è considerata l'unica traccia del vecchio
insediamento di impianto basiliano (X-XI secolo).
Siamo ormai fuori dall'abitato, e il percorso, in questo tratto in salita,
diventa per pochi metri difficoltoso.
L'ambiente, in questo punto, è molto vario e caratterizzato dai tipici
muretti a secco, dalle pagghiare, i casini, le masserie e i canali e la
vegetazione spontanea e le grandi distese di ulivi, mentre l'odore
intenso della campagna sale dall'erba e dalla terra arrossata dal sole.
In questo punto dell'itinerario, siamo nel territorio di Salve, dove
incontriamo la Cappella di Santo Lasi, e un'area di sosta, permetterà
un breve riposo.
Si riprende il percorso, in direzione del centro storico di Salve, dove
potremo visitare la Chiesa Matrice di S. Nicola e la Colonna del
Santo, il Campanile con l'orologio e il vicino trappeto, situato
in una stradina in discesa, di fronte la Chiesa.
Uscendo dall'abitato e pedalando in direzione di Morciano di Leuca,
arriveremo nel centro storico di questo paese, dove ammirare il magnifico e
imponente Castello, che ci racconta della stretta difesa di cui
godeva Morciano nei secoli passati, e la vicina Chiesa di S. Giovanni,
con la tipica Colonna Votiva del Santo, le case a corte di via Roma,
fino a trovare la deviazione per Vereto, l'antica città messapica.
Una piccola stradina potrà creare problemi per la discesa, ma il tragitto è
breve e facilmente percorribile anche a piedi.
Pedalando, si arriva a Patù, piccolo centro del territorio leucano, dove
potremo visitare monumenti di rilievo come la Centopietre, che si
racconta essere stata una tomba di famiglia, costruita nello spazio frontale
alla Chiesa di S. Giovanni Battista, il Castello e la
Chiesa Matrice.
La zona delle cave di Giuliano di Lecce e i resti della Chiesetta
di S. Pietro, guidano il nostro itinerario verso il vecchio Santuario
di Santa Maria di Leuca, più comunemente conosciuto come Leuca Piccola.
Nella zona antistante le cave, possiamo ristorarci in una seconda area
attrezzata per la sosta, mentre, nelle immediate vicinanze, proseguendo su
un sentiero asfaltato, possiamo visitare le Vore di Barbarano, con i
loro sotterranei, dove fermarci ad ascoltare il sottile rumore dell'acqua.
Superato Leuca Piccola, pedaliamo ritornando verso il paese di Giuliano, e
procedendo al suo interno, in direzione del centro, troveremo il Menhir
in via Regina Elena e, successivamente, potremo ammirare nella Piazza
centrale il Castello con la Colonna di S. Giovanni, che, con la
Chiesa Matrice, rappresentano alcuni dei tesori di questa zona.
Superato Giuliano, il percorso ci riconduce nei campi, su muretti a secco,
pagghiare e ajare, fino a giungere alla Torre di Salignano,
nell'omonima località, testimonianza dell'antico sistema difensivo del
territorio pugliese.
Qui, i centri abitati sono molto vicini tra di loro, senza avvertire, quasi,
il punto di passaggio tra un paese e l'altro.
A poche centinaia di metri dal centro di Salignano, lungo la vecchia S.S.
274, svoltando a sinistra, giungiamo ad Arigliano, e poco prima di arrivare
alla stazione ferroviaria, possiamo visitare il Menhir della Croce,
così chiamato per il simbolo a forma di croce che ha scolpito nella sua
parte superiore.
In direzione del centro, svolteremo a sinistra, verso l'abitato di Gagliano
del Capo.
Nel suo centro storico, è possibile visitare la casa del pittore Vincenzo
Ciardo e, in adiacenza, la Chiesa Parrocchiale.
Attraversando quasi tutto il centro, troviamo, infine, il Santuario di S.
Francesco, nel cui interno, interamente rinnovato, potremo notare,
sull'altare centrale, l'affresco del Santo.
Adiacente al Santuario, la presenza di un'area di sosta attrezzata per una
breve pausa.
Proseguendo sulla S.P. in direzione sud, in leggera pendenza, percorriamo
qualche centinaio di metri e, svoltando a sinistra, verso la località
Scaramuzza, ci ritroviamo all'inizio del centro abitato.
Svoltiamo ulteriormente a destra, fino ad arrivare alla Masseria Bitonti
e, sorpassata la Masseria, svoltiamo a sinistra su un antico tratturo, per
ritornare verso Gagliano del Capo.
A questo punto del percorso, prendiamo la direzione di S. Dana, una piccola
frazione di Gagliano, dove visitare, scavata in aperta campagna,
l'antichissima Cripta di S. Apollonia, all'interno della quale, nella
penombra, sono ancora ben visibili parti di antichissimi affreschi a tema
religioso.
Sempre a S. Dana, possiamo vedere una Croce Votiva, che risale al
1968, eretta per ricordare il martirio del Diacono Dana, avvenuto in quel
punto.
Lasciata la piccola frazione, e facendo rientro nuovamente a Gagliano,
attraversiamo il centro, proseguendo in direzione di Salignano, e, superato
questo paese, giungiamo a Castrignano del Capo, passando da Borgo Terra e
dalla Parrocchiale: da questo punto, prenderemo la direzione per S. Maria di
Leuca, tappa finale del nostro itinerario.
Prima di giungervi, il percorso costeggia il Canale Scalella, caratterizzato
da una folta vegetazione e dalla presenza di un'antica antropizzazione.
Ecco apparirci S. Maria di Leuca, nobile ed elegante, un porticciolo
suggestivo, la splendida e storica Finibus Terrae, la fine del mondo, dove
l'Adriatico e lo Ionio si incontrano per perdersi nell'infinita linea
dell'orizzonte.
In tutto questo si riconosce S. Maria di Leuca, poggiata su uno
dei più incantevoli specchi d'acqua del Mediterraneo e punta estrema di
una costa ricca di natura, colori, pagghiare a picco sul mare, dove
affacciarsi dalle terrazze delle splendide ville, nelle notti di luna
piena.
Appena giunti, imbocchiamo la salita che ci porterà al Santuario, il punto
più alto per ammirare il paese ed incantarsi davanti al faro maestoso.
Riprendendo la strada, ci riportiamo in direzione del lungomare, vicino al
porto nuovo, da cui imboccare, sulla destra, una delle viette laterali ed
affacciarci sulla bellissima Cattedrale, dal rosone inconfondibile,
passando vicini alle storiche ville, costruite nei primi anni del secolo,
splendide nei loro stili più rappresentativi, come la moresca Meridiana,
visibile sul balcone centrale o la deliziosa Villa Episcopo, in stile
orientale.
Dal lungomare, proseguiamo in direzione della litoranea che conduce a Ugento,
passando dalla Torre dell'Omo Morto e dalle Grotte, mentre ben
visibile la Punta Ristola, termine di S.Maria di Leuca.
Qui, con la "fine della terra" si conclude il nostro itinerario, nel
tradizionale punto d'incontro dei due mari, uno storico luogo di culto e di
preghiera, oltre che di esclusiva mondanità
ITINERARIO 8:
INTORNO A TRICASE
COMUNI
TERRITORIALMENTE INTERESSATI: Tricase, Alessano, Miggiano, Specchia,
Tiggiano
PERCORSO:
Km 55,5
DIFFICOLTA':
Media
PENDENZA:
Media 3% - Massima 5%
Punto di
partenza dell'itinerario è la Piazza antistante il Castello di Tricase.
Dalla Piazza, ci dirigiamo verso l'abitato di Tutino, e raggiunto il centro,
potremo visitare il Castello, dove soffermarci ad ammirare le
interessanti torri difensive della cinta muraria, per proseguire,
successivamente, a nord-ovest, verso i Comuni di Miggiano e Specchia.
Proseguendo su una strada comunale tutta asfaltata, raggiungiamo la
Chiesetta della Madonna della Pietà, edificata nel secolo XVII e XVIII,
ancora aperta al culto.
A questo punto, dalla Chiesetta puntiamo in direzione della ferrovia e,
superato il passaggio a livello, sulla sinistra, imbocchiamo una strada
completamente asfaltata.
Durante il tragitto l'ambiente circostante è immerso nel verde dei prati e
degli uliveti e nei colori bruciati della terra, che emana gli odori tipici
della campagna.
Tenendoci sempre sul lato sinistro, in direzione nord-ovest, giungiamo alle
porte di Lucugnano, paese di "Papa Galeazzo", tradizionale figura
salentina, dal breviario ricco di simpatiche novelle e della trattoria
Iolanda, che ci attende per gustare, nell'antico cortile, prelibate pietanze
cucinate con una maestria tutta casareccia.
Pedalando verso il centro storico, giungiamo nella centrale Piazza Comi,
dove è possibile visitare la casa natale del poeta salentino Girolamo Comi,
oggi sede della nuova Biblioteca e del piccolo Museo
dell'artigianato locale.
Un'occhiata al Palazzo baronale e al Castello, prima di
proseguire verso il vicino abitato di Specchia.
Lungo il tragitto, è obbligatoria una sosta per ammirare la bellissima
Chiesetta di S. Eufemia, di notevole valore architettonico, edificata
nell'omonima contrada.
La Chiesetta, in stile Romanico, è stata costruita, presumibilmente,
tra il IX e il XIII secolo e, nello spazio antistante, è già stata
realizzata un'area attrezzata per la sosta.
Non molto lontano dalla chiesetta, circondato da ulivi e pale di fichi
d'india, ci appare un singolare trullo conico, unico nel suo genere.
Da questo punto, ci inoltriamo verso il paese di Specchia, e passando a
valle del suo centro storico, si raggiunge la S.P. Specchia -Alessano, che
si sviluppa alla base della Serra dei Cianci.
Procedendo in direzione Sud, verso Alessano, si costeggia un suggestivo
insediamento rurale, abbandonato da tempo, fatto di trulli, "pagghiare"
e "furneddhi", collegati fra loro da antichi sentieri.
Nelle vicinanze, si può ancora ammirare la Chiesa del Crocefisso e
una Masseria con la sua torre colombaia.
Continuando la nostra pedalata sulla provinciale, arriviamo ad Alessano ,
dirigendoci subito nel centro storico, di notevole bellezza, dove passiamo
dalla Chiesa Matrice di S. Salvatore, con l'imponente campanile.
Superata la Piazza, e in direzione sud, passeremo davanti al Cimitero,
dove riposa la salma di Tonino Bello, Vescovo di Molfetta, al quale è stato
dedicato uno dei più importanti centri di accoglienza per l'ospitalità dei
profughi.
Nelle vicinanze, raggiungiamo la Chiesetta di S. Stefano, in località
Magurano, con testimonianze di insediamenti rupestri, sede, altresì, di
un'azienda agrituristica.
A breve distanza, ci inoltriamo nelle campagne circostanti, fino a
raggiungere la Chiesetta di S. Barbara, appartenente al XII e XIII
secolo.
Tornando indietro, si attraversa una zona di cave di tufo carparino,
sino a giungere nell'abitato di Tiggiano, dove poter riposare all'ombra di
un antico bosco di lecci annesso al Palazzo Baronale, un'area già
attrezzata per una breve sosta.
A questo punto, l'itinerario prevede di dirigerci nuovamente verso Tricase,
e, lungo la strada, passeremo nei pressi della Masseria Gallone,
struttura fortificata del VVII secolo, per poi giungere alla Cripta
Ipogea del Gonfalone, appartenente all'epoca basiliana.
L'itinerario piega su se stesso, per continuare verso la costa, e passare
dalla Chiesetta della Madonna di Fatima (si segnala un'area di sosta
attrezzata), da dove si domina l'abitato di Tricase, dal Castello di
Caprarica, completamente ristrutturato e dalla Chiesetta della
Madonna del Soccorso.
Lungo il tragitto, possiamo fermarci in un piccolo bosco di querce
vallonee, dove ammirare la famosa Quercia, appartenente al XII
secolo, posta accanto alla Chiesetta della Madonna del Carmine.
Pedalando in direzione della costa, seguiamo l'itinerario dall'alto della
serra, in direzione nord, sino a giungere alla Torre del Sasso, luogo
ideale per contemplare la linea d'orizzonte che congiunge Capo d'Otranto a
S. Maria di Leuca.
Da questo punto, possiamo scendere fino a Tricase porto, dove specchiarci in
un'acqua cristallina e ammirare la splendida Villa Torre, che domina
il porticciolo.
Da questo punto, ripartiamo per un'impegnativa salita e raggiungere,
direttamente, una suggestiva campagna caratterizzata da grandi costruzioni
di pietre a secco.
Siamo alle porte di Tricase, e prima di rientrare, ci fermiamo davanti a una
singolare Chiesa a pianta ottagonale, che la leggenda racconta essere
stata costruita solo in una notte, e per questo detta, la Chiesa dei
Diavoli, per poi tornare indietro e passare accanto alla Chiesetta
della Madonna del Loreto e ultimare il percorso nel punto di partenza,
con la Piazza del Municipio di Tricase, di fronte alla Chiesa di S.
Domenico. (Link:
SALENTONBIKE.it)
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