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Itinerario
Località: CAPO DI LEUCA
Comune di : GAGLIANO DEL CAPO E CASTRIGNANO DEL CAPO
(LE)
Adagiato tra le
due punte (Rìstola e Melìso) che formano il Capo di Leuca, e' il villaggio
omonimo, mèta inevitabile per i subacquei che giungano nel Salento. La sua
posizione, protesa nello Ionio, consente a Leuca di avere a portata di mano
un'area marina ampia e particolarmente incontaminata.
Il fondale di alcune secche al largo e' ricco di coralligeno (foto 1) con
grande abbondanza di gorgonie, e costituisce uno scenario difficilmente
rinvenibile in altre porzioni di tutto il Mediterraneo Orientale (foto 2).
La sommita' della Secca della Scala giunge
a -20 m, e la sua base fino a -100 m, per cui l'immersione e' da preparare
bene, e va guidata, per evitare soprattutto di spendere molto tempo (e aria)
alla ricerca delle cose piu' interessanti da vedere.
Inoltre, l'area marina (lontana dalla costa poco piu' di un miglio) e'
interessata da forti correnti che possono opporre difficolta' sia alla
discesa che alla risalita (foto 3).
L'unicita' di questi fondali, dunque, richiede prudenza e attenta
preparazione per poter essere goduta senza problemi (foto 4). La costa alta
e rocciosa si immerge con varia inclinazione fino ad un piano sabbioso
intorno ai -45 -50 m, e pare particolarmente ricca di organismi di
dimensioni relativamente grandi.
Fin da poco sotto la superficie ci si imbatte nelle
associazioni di grandi cirripedi balanidi, e piu' giu', intorno ai -15,
-20 m, nelle grandi colonie a penna (lunghe fino a 20 cm) dell'idroide
Aglaophenia octodonta. Piu' in basso il coralligeno, molto ricco di
animali, propone le gorgonie del genere Eunicella.
La costa rocciosa propone, inoltre, tutta una serie di grotte emerse e
sommerse di grande suggestione (foto 5). Una visita a quelle piu' grandi
puo' essere associata alla immersione lungo la falesia, con una preventiva
programmazione e la guida di un esperto per evitare inutili attardamenti o
rischi per una immersione che deve rimanere solo un bel ricordo nella
mente di ogni sub. Nella grotta del Ciolo (comune di Gagliano del Capo, a
4 km da Leuca, nel Canale d'Otranto) si e' verificata il piu' recente
avvistatamento (nel 1973) della foca monaca del Salento.
Questo animale probabilmente ancora oggi frequenta le grotte piu' nascoste
e meno conosciute di questo tratto di costa. La falesia sul versante del
Canale d'Otranto si erge fino a 100 m sul livello del mare, e vi sprofonda
dentro per altre decine di metri. Non esistono approdi naturali, ne' la
possibilita' di giungervi via terra, pertanto questo tratto e'
sicuramente, dal punto di vista naturalistico, uno dei piu' integri ed
incontaminati.
Tra i relitti adagiati sul fondo in quest'area (per la precisione
all'altezza di Gagliano del Capo) si segnalano, tra i -24 e i -27 m, i
resti di un galeone rinascimentale tra cui sette cannoni, una bombarda,
tre grosse ancore e, scostando la sabbia, si puo' addirittura ammirare
parte dell'opera morta in legno ancora intatta (foto 6 ). Nell'area del
Capo di Leuca e' anche possibile imbattersi nelle testimonianze di
tragedie piu' recenti, ad es. un sommergibile (a circa -80 m) della marina
militare italiana, affondato con gran parte dell'equipaggio durante la
seconda guerra mondiale.
Da vedere: la cittadina era la mèta preferita dell'alta borghesia del
basso Salento, per questo ospita tutta una serie di ville signorili della
fine '800; ulla punta Melìso e' il convento di S.Maria di Leuca, dal cui
piazzale si domina tutto il Capo; e' presente anche il faro (foto 7) e la
nota stazione meteorologica dell'aeronautica. Il canalone del Ciolo (a 4
km, lungo la litoranea verso Otranto), scavalcato dal ponte della
litoranea, offre uno scenario naturale da non perdere. (www.salentonline.it,
Assonet- Speleologia Subacquea - Esplorazione
Zinzulusa:
www.assonet.org/speart/itzinzu.htm).
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